Costellazioni, queste sconosciute…

Prima che iniziassi a dedicarmi all’astronomia visuale consideravo le costellazioni come un’inutile costruzione dell’uomo, buone solo per riempire pagine di giornali con suggestive frasi incoraggianti sulla giornata che verrà.
Purtroppo sono stato smentito clamorosamente quando ho iniziato a rivolgere gli occhi verso l’alto per cercare oggetti celesti interessanti da osservare a occhio nudo, al binocolo o al telescopio.
Le costellazioni sono sì una convenzione, ma sono necessarie per orientarsi in cielo. Bum. Ecco, la scoperta dell’acqua calda, direte voi, e avreste ragione.
Eppure, senza ragionare troppo, avrei pensato che per dirigere l’obiettivo sulla volta celeste sarebbe bastato conoscere le coordinate dell’oggetto da inquadrare. Il ragionamento era fallace alla base, naturalmente, perché senza conoscere il sistema di riferimento risulta impossibile misurare alcunché!
Non mi ero mai posto seriamente il problema fino a quando non ho dovuto sbatterci il naso con violenza, quando mi son detto: “Ecco cosa succede a sottovalutare le cose…”.
Così, ora, dopo aver snobbato asterismi e costellazioni, mi trovo a dover recuperare il terreno perduto, nubi friulane permettendo.
E allora parto dal Grande Carro, ne seguo le due stelle di testa per giungere alla Polare, poi scendo a sud ovest per individuare il Leone, Saturno dovrebbe essere lì sotto da qualche parte, in mezzo dovrei trovarci i canes venatici, chissà mai che non riesca poi ad arrivare a Boote o addirittura al serpente, formato da stelline poco luminose, maledetto!
Dove avevo messo quella carta del cielo?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *