I primi intoppi

Ieri sera sono riuscito finalmente a fare un’altra uscita con Zaphod, ingenuamente speranzoso di poter rintracciare almeno una piccola parte della lista di oggetti che avevo compilato.
Avevo annotato, parte mentalmente e parte su carta, i percorsi da fare per raggiungere oggetti relativamente “facili” come M13 o M57.
Avendo preso un po’ di confidenza con le costellazioni e la carta del cielo mi aspettavo di riuscire ad individuare almeno un ammasso brillante.
Ma, come già detto poco sopra, era ingenuità pura unita a inevitabile inesperienza.
Nella mattinata avevo provveduto a sostituire l’inutilizzabile cercatore red dot fornito di serie con Zaphod, procurandomi un bel Telrad.
In origine, in realtà, avevo intenzione di acquistare un piccolo cercatore ottico 6×30, ma sembra che nessun negozio ne tenga. Zaphod, inoltre, non ha neppure un supporto universale per cercatori quindi dovrei forare il tubo. Ne varrebbe la pena? Boh…
Ecco che la scelta del Telrad è stata pressoché obbligata, tanto più che ne avevo sentito parlare molto bene.
Tornando a bomba: in serata ho caricato in auto armi e bagagli e mi sono diretto in collina alla ricerca di uno spot un po’ più decente del mio balcone.
Arrivato sul posto ho collimato il Telrad e stazionato alla bell’e meglio il telescopio, ma la (poca) accuratezza era sufficiente a inseguire gli astri senza troppe correzioni.
Il problema successivo era trovare gli obiettivi che mi ero prefissato, e lì sono arrivati i dolori.
Ormai ero in grado di puntare Saturno a occhi chiusi, così mi sono dilettato a salutarlo per un po’.
Dopodiché ho provato a spaziare.
M57 nella lira era uno degli obiettivi, ma il cielo piuttosto luminoso a causa della vicinanza delle luci dei paesi vicini era inclemente: Sheliak e Sulafat erano a malapena visibili a occhio nudo (nel binocoletto invece splendevano piuttosto bene) ma sono riuscito ad inquadrarle nel Telrad, ho allora provato a starhoppare su M57 ma niente. Mi era sembrato di vedere un po’ di foschia nell’oculare, però quasi certamente si trattava di un riflesso, un’imperfezione o un’altra stellina fuori fuoco. Provando a mettere a fuoco, inoltre, la mia meravigliosamente stabile montatura ha provocato un mezzo sisma nell’oculare, facendomi ritrovare solo e abbandonato in un campo visivo buio.
Il resto della serata non è andato molto meglio con i restanti oggetti: fra cielo poco buio, senza cercatore ottico, inesperto e con una montatura a dir poco ballerina è molto, molto difficile ottenere dei risultati.
Ma non mi scoraggerò così facilmente: la prossima volta mi spingerò più in alto e prenderò maggiore pratica con i movimenti del telescopio, cercando di fare un po’ di semplice star hopping senza grosse pretese usando solo telrad e 36 ingrandimenti in oculare… Ce la farò?

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