Messier, non vi vedo in forma!

La mia tattica deve aver funzionato: dopo settimane di oscuramento della volta stellata, finalmente le nubi hanno deciso di darmi tregua da mezzanotte in poi.
Stanco e provato da una settimana di intenso lavoro, ho deciso di non avventurarmi per strade di montagna e mi sono accontentato di portare Zaphod sul balconcino di casa.
Dopo un (bel) po’ di osservazione lunare, durante la quale ho avuto conferma che la Barlow 3x fornitami in dotazione sembra di cartoncino ma tutto sommato non rende orribilmente sulla Luna, ho provato a cercare qualcos’altro di interessante sull’orizzonte Ovest, unico a mia disposizione.
Verso le 2:30 circa, quando il nostro satellite aveva deciso di coricarsi, la Lira aveva già fatto capolino dallo spiovente del tetto, mentre di fronte a me si trovavano Ercole e Boote.
Quale occasione migliore per provare a cercare i miei primi Messier?
Armato di carta stellare, Telrad, oculare da 9mm a 100x, tanta buona volontà e santa pazienza mi sono posizionato all’incirca dove mi sarei aspettato di trovare M57 nella Lira.
Con mia sorpresa, dopo aver brandeggiato un po’ il tubo mi sono trovato nell’oculare una macchia grigia, sfumata e appena percettibile.
Provando a spingere un po’ con gli ingrandimenti (oculare Ploessl da 6.3 di fabbricazione ostrogota, probabilmente recuperato da un mercatino dell’usato etrusco) ho potuto osservare la macchietta grigia farsi più ingombrante nell’obiettivo, ma di certo molto distante da quello che mi sarei atteso. Ero ben conscio di non poter aspirare a visioni celestiali come quelle fornite dall’Hubble, ma avrei immaginato di distinguere un po’ più nitidamente quella fioca macchiolina.
Per M13 il discorso non è cambiato poi di tanto: sono riuscito a rintracciarlo, e questo è già motivo di piccola soddisfazione per me, ma anch’esso si è presentato ai miei occhi come una macchiolina sfumatissima, con la differenza che aveva un colore un po’ più chiaro rispetto a M57.
Con molta probabilità, mi dicono i più esperti, il fatto di avere un cielo talmente luminoso da non riuscire a distinguere ad occhio nudo più tre delle costellazioni principali rappresenta un ostacolo insormontabile, considerata anche la scarsa performance che posso attendermi da Zaphod.

Ora il mio obiettivo è almeno quota 1600m, lontano da qualsiasi fonte di luce artificiale.
La prossima notte stellata nulla mi fermerà dal perseguirlo!

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