Chi non osserva in compagnia…

Coloro che si avvicinano all’astronomia “pratica”, detta anche astrofilia, seguono normalmente un percorso predeterminato dalle pulsioni naturali incontrollabili nonché dall’innata smania di possesso.
Dopo aver subito il fascino della visione del cielo stellato notturno e di qualche documentario televisivo – ovviamente corredato da immagini prese da sonde, satelliti, telescopi spaziali e simili – il primo passo è, il più delle volte, quello di desiderare fortemente un telescopio. Al che ci si informa, si chiede consiglio su forum frequentati da persone in gamba che ne sanno un tot, ma immancabilmente queste persone ci chiedono se sappiamo cosa aspettarci, ci invitano a ponderare bene l’utilizzo che faremo – se ne faremo – dello strumento in questione, qualcuno si azzarda addirittura a consigliarci uno squallido binocolo! Quella sottospecie di ripiego del telescopio chiamato binocolo, a noi!
Come se non bastasse, qualcuno di questi saccentoni ci consiglia di partecipare a qualche uscita insieme a un gruppo di astrofili locali, per buttare l’occhio dentro un oculare e capire cosa aspettarci dai telescopi sui cui depliant sbaviamo.
L’idea sulle prime potrebbe sembrarci anche azzardabile, ma non riusciamo proprio ad immaginare di arrivare in un posto che pullula di strane persone col lanternino rosso che parlano di collimazione del primario e focali come se si discutesse di Inter e Milan in ufficio al lunedì mattina. Che figura ci faremmo?

In un modo o nell’altro, con delusione o con conforto, si arriva a scoprire che la realtà, alla fine, è molto simile a quella che ci prospettavano quegli strani personaggi che popolano i forum.
Dobbiamo scordarci le foto della Cassini o dell’Hubble: non riusciremo mai a vedere cose simili dal nostro telescopio per quanto possa essere grande e potente. Ma non è un problema per chi si emoziona anche solo di fronte alla luce tremolante di una singola stella.
Quel binocolo che ci avevano consigliato non è così male: accidenti, ora che l’abbiamo provato capiamo come mai ce lo consigliavano. Avremmo pagato un prezzo minore per capire che stare all’addiaccio in mezzo ai prati di notte non faceva per noi.
Quando ci dicevano che avremmo dovuto informarci sul cielo, imparare ad orientarci, studiare le costellazioni forse non avevano torto: almeno ora, dopo aver spulciato il planetario e la Luna, seduti sullo sgabello con la lucetta rossa in testa e il cielo sgombro sopra, sapremmo dove puntare per osservare qualche oggetto Messier o NGC.
Quando ci dicevano di frequentare un circolo di astrofili nelle vicinanze forse non si sbagliavano: adesso non saremmo soli nel mezzo del nulla senza nessuno a cui poter sussurrare “l’ho vista! l’ho vista!”, nessuno a cui poter offrire una tazza di caffè o un bicchiere di vino, nessuno da cui imparare quei piccoli trucchi, nessuno a cui portare il nostro entusiasmo da neofiti.

Questa è la storia di molti neofiti. Qualcuno si ferma prima; qualcuno dopo; altri perseverano; qualcun altro ancora, perenne insoddisfatto, crede che comprando strumenti sempre migliori sazierà la propria fame, senza comprendere che anche uno sgorbio come Zaphod può essere una meravigliosa finestra sull’universo se usata dagli occhi giusti.

Tutto questo preambolo serviva unicamente per dire che sono ultra-contento di aver trovato un’associazione di astrofili vicino a casa che sembra proprio accogliente, molto ben organizzata e a mia dimensione. Anzi, da quanto dicono sono degli enogastro-astronomi di professione!
Venerdì c’è la prima uscita “pubblica”, sabato la prima riunioncina in osservatorio.
Non vedo l’ora!

7 risposte a “Chi non osserva in compagnia…”

  1. Ghghgh….scoprirai che c'è un tempo per tutto. Quando avrai fatto il pieno di osservazioni in compagnia avrai bisogno anche di "riflettere" da solo sulle Cose del Cielo, assieme al tuo strumentino 😉

  2. Tutto vero. L'iter del neofita segue sempre le stesse immutabili regole che hai descritto.
    Aggiungo solo altre due frasi tipiche del neofita: "non sono A-S-S-O-L-U-T-A-M-E-N-T-E interessato alla fotografia" e "mi interessa il deep-sky" (della serie: "quello è Giove? Uh, che schifo, uh aspetta che mi giro").

  3. @Davide: credo che prima o poi sicuramente capiterà… Per ora quando sono uscito da solo non ho avuto tempo di "riflettere", ero troppo impegnato a capire dove sbattere la testa. Alla fine ho capito che il luogo migliore era il treppiede! 😀

    @Marco: dai, quella sulla fotografia non è così frequente, mi è capitato diverse volte di vedere qualche niubbo mettere le mani avanti e chiedere info su uno strumento che potesse essere una base per le foto. Sulla seconda… Beh… 😀

  4. E' vero Gabriel: conosco diverse persone che spendono migliaia di euro per fare fotografia con strumentoni e non sanno neanche dove puntare e dov'è la Polare.

  5. Beh ti ricordi sul forum qualche giorno fa, che è arrivato quel sedicenne (Anthony) che ha chiesto consiglio per un C9? Era un esempio perfetto del tipo di utenza a cui ti riferisci…

    Nuovi sviluppi: se domani sera il tempo lo concede mi hanno invitato direttamente in osservatorio, fra pochi intimi, senza passare per la serata pubblica! Incrocio le dita anche se le previsioni remano contro…

  6. Yess… Il gruppo in questione sono quelli dell'AFAM di Remanzacco, che per me sono anche decisamente i più comodi da raggiungere.

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