Let’s party!

Ieri sera, finalmente, sono riuscito ad uscire con il gruppo di visualisti dell’associazione di cui avevo già parlato.
La serata prometteva terribilmente male verso le 21, essendo la volta celeste completamente ricoperta di nubi.
Si è voluto osare ugualmente però, e si è stati ripagati del rischio preso, poiché alle 22:30 il cielo non solo era completamente sgombro e terso, ma offriva allo sguardo uno spettacolo di una certa intensità, complice il novilunio.
Il mio 114 è rimasto in auto “a valle” mentre ci inerpicavamo su per le colline, ma non l’ho rimpianto più di tanto: un C11, un LX200 da 10″, un Mak da 7″, un rifrattorone da 150, un binocolone e un C8 su equatoriale dominavano la piazzola.
Negli oculari si alternavano stelle doppie, galassie, ammassi globulari e aperti, nebulose, con una rapidità tale da consentire soltanto rapide sbirciate.
Delle cose mi sono state immediatamente chiare, però.
In primis, con il 114 da un cielo di pari scurezza e nitidezza non sono riuscito a risolvere neppure una stella di nessun ammasso, mentre un C8 arrivava tante volte fino al nucleo.
Col rifrattorone, per contro, epsilon Lyrae era una coppia di coppie di spilli finissimi, separati da una distanza che Zaphod non sarà mai in grado di identificare.
Ciononostante ho anche potuto constatare che molti oggetti deep, galassie e nebulose in primis, sono poco più che nuvolette chiare anche con aperture generose, fermo restando che se avessi avuto più tempo avrei senza dubbio potuto indugiare su di essi per coglierne un numero maggiore di particolari.
Poi, avere tanto campo nelle osservazioni deep, e magari un oculare da 2″ (spettacolare un Panoptic da 2″ sull’LX più grosso), cambia il modo di vedere le cose.
Infine, l’elettronica aiuta parecchio, così come anche il laser verde, anche se a dirla tutta la possibilità di poter puntare tutti gli oggetti con gran rapidità invoglia a “correre” troppo, senza soffermarsi ad ossservare davvero.
Ora mi resta da provare un Dobson, anche se dopo questa scorpacciata di stelle “automatiche” credo che rimpiangerei un sacco l’autotracking.

2 risposte a “Let’s party!”

  1. Bisogna resistere alla tentazione dell'autotracking. Quello che spendi in elettronica lo perdi in apertura, senza contare eventuali guasti. Imparare a puntare bene è molto meno difficile di quanto si pensi e INFINITAMENTE più soddisfacente. Lo so che adesso sembra duro da credere, ma arrivi ad un punto in cui, prendendo confidenza con lo strumento, ti senti un cecchino della volta celeste e non c'è niente di più godurioso di trovare, dopo perseverante ricerca, quelle nuvolette chiare di cui parlavi sopra.
    Quanto sopra, ovviamente IMHO.
    Ieri sera scorpacciata di Messier anche da parte mia, segui gli aggiornamenti a breve (ti anticipo solo due oggetti che valgono da soli la serata: M17 ed M31).

  2. Ti diro', non e' tanto il goto che mi manca, ma proprio l'autotracking… Insomma la possibilita' di seguire l'oggetto una volta che lo si ha nell'oculare, ma con un'equatoriale manuale non e' un problema in fondo, basta usare la sacra manopola AR. 😀
    Attendo i report osservativi!

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