-4: C’era un voltaggio…

voltage

Un altro degli imbarazzi del neoviaggiatore fai-da-te verso gli States è la fornitura di corrente elettrica: cellulari, netbook, fotocamere digitali, phon (non per me ovviamente, pirla), ormai buona parte del bagaglio del viaggiatore medio necessita della giusta alimentazione per crescere sano e prosperare.

Per prima cosa bisogna procurarsi gli adattatori per le prese USA, che naturalmente sono diverse da quelle europee; poteva essere altrimenti?

Poi c’è il voltaggio. Reminiscenze di quando ero supergiovane mi fanno salta alla mente uno strano discorso sui voltaggi. Qui in Italia pare che siamo fra quei paesi che utilizzano 220V per la tensione dell’energia elettrica, sufficienti a brasare l’incauto utente. Negli USA, invece, usano i meno distruttivi e meno diffusi 110V.

Fortunatamente il voltaggio alla fine si è rivelato un non-problema perché praticamente ogni dispositivo elettronico moderno è dotato di un alimentatore o caricabatterie in grado di funzionare su diversi voltaggi, dai 100 ai 240V come nell’esempio del caricabatterie nella foto.

La cosa non era così scontata in quanto tempo fa in Italia venivano commercializzati trasformatori e caricabatterie utilizzabili in esclusiva con i 220V, e in realtà questa limitazione riguarda anche alcuni elettrodomestici come phon e piastre per capelli che – capirete – devono far parte del corredo di ogni viaggiatrice che si rispetti.

La cosa non mi tange visto che da sano nerd pelato non mi servono altro che reflex digitale e netbook, e il resto è superfluo. Probabilmente, però, la mia signora la pensa diversamente…

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