Ricordiamoci di noi

Ricorda

Coscienza di se. Coscienza di sé. Coscienza del “se”.

“Se avessi fatto, se avessi detto.”

Bivii e incroci, intersezioni fra strade e vicoli buii e spianate battute da venti.

Facciamo del male, abbiamo paura, digrignamo i denti, tremiamo come ramoscelli percossi da raffiche di indifferenza.

Giudichiamo credendo di sapere chi o cosa siano gli altri, ma ignoriamo chi siamo.

Osserviamo il mondo che ci gira intorno ma non ci fermiamo quasi mai a guardare dentro di noi perché non c’è cosa più spaventosa che rivivere noi stessi, ripercorrerci nei nostri errori, tanti, e nei nostri successi, sempre troppo pochi.

Non possediamo il “cosa”. Ci sfugge il “come”. Ma, più d’ogni altra cosa, ci fa difetto il “perché”.

Il passato serve a ricordarci da dove veniamo, il futuro ci fa sperare nella nostra destinazione, e il presente ci sfugge continuamente fra le dita.

Vivendo nel passato possiamo morire nella convinzione del fallimento.

Vivendo nel futuro sacrifichiamo il piacere di oggi alla speranza del domani.

Vivendo nel presente dimentichiamo la partenza e i traguardi e diventiamo eterei e volubili come piume nella bufera.

Uno e tre.

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