Bianconero

Gobba? Quale gobba?

Altro che setup fotografici imbarazzantemente costosi e studi da gazillioni di metri quadri. Come insegna e predica giustamente Sara Lando ci si può arrangiare con molto poco. Uno, o meglio un paio, di faretti alogeni da brico da 500W – spesa totale 30 e qualcosa euro – già possono rendere molto più interessante e soddisfacente la fase di ripresa. Chiaramente se non si ha, come il sottoscritto, alcuna pretesa di finire sulla copertina di Vogue. Troppe volte capita – e mi capita – di bloccarmi di fronte alla realizzazione di uno scatto solo perché “non ho l’attrezzatura adatta”. Beh, sono balle. Invece di pensare all’equipaggiamento si possono impiegare le sinapsi per capire come aggirare il problema, cambiando la prospettiva nell’approcciarlo. E ciò che se ne guadagnerà è una prontezza e un’esperienza di cui si potrà far tesoro anche quando, e se, si possiederà un’attrezzatura di livello superiore. Sempre citando Sara Lando, che strenuamente promuove la ghettofotografia, ricordo che, invece che utilizzare il pratico telecomando per la reflex, per gli autoritratti usava l’autoscatto, mettendo a fuoco su un palloncino attaccato alla sedia sulla quale poi correva a sedersi. Ingegnoso nonché divertente da immaginare.

Tutto ciò per dire cosa? Della soddisfazione a usare un faretto da brico per riprendere delle sembianze che potevano anche restare impubblicate? Non lo so, è lunedì mattina e questo è solo un pensiero sconnesso.

2 risposte a “Bianconero”

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