Addio, e grazie per tutto il pesce

Sister Moon

Guidando su una strada in collina, fra una curva e l’altra, una falce di luna a illuminare fievole la strada, timide stelle occhieggiano fra nuvole sparse.
L’autoradio cinguetta frivola, stasera. Non insulta e non vomita rabbia, stasera.
Le schegge della mia vita mi passano davanti, le raccolgo nel palmo della mano. Alcune brillano, prismatiche e caleidoscopiche, altre restano conficcate nelle carni e feriscono, ma sono la mia vita.
Inattesi fuochi d’artificio all’orizzonte, e io respiro il vento, mentre l’erba alta si flette ritmica e leggera.
Sorrido e mi commuovo, perché la strada è là davanti anche se ancora non la vedo.
Penso a tutte le persone a cui dovrei chiedere scusa, e sono più di quante credessi. E a tutte quelle a cui dovrei dire grazie, e sono più di quante avessi potuto sperare.
E allora dico a me stesso canticchiando, proprio come Douglas Adams: “Addio, e grazie per tutto il pesce”.

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