Tag 2: Burocrazia fra la nebbia

Oggi Day diventa Tag nel tentativo di traslare la lingua dall’inglese verso il tedesco. Ulm e dintorni sono ancora avvolti in una densa foschia, e le previsioni del tempo non sono incoraggianti. La domenica del villaggio offre un po’ di svaghi fra concerti ed eventi, dal Jazz alla lirica alle mostre-mercato. Un’occasione per riposare la mente dopo il sovraccarico di informazioni ricevuto ieri durante il tour di accoglienza della città, dal quale sono tornato a casa con una cartella piena di informazioni sulla città (dai divertimenti ai ristoranti) e sul sistema tedesco dalle assicurazioni alla piuttosto rigida burocrazia, la quale non solo costringe a registrarsi alle autorità ogni volta che ci si trasferisce da una parte all’altra della città, indicando anche il nome del proprietario dello stabile che si va ad occupare, ma anche a registrare la propria auto. Addirittura, se si cambia città, lo spostamento dell’automobile deve essere registrato e la  targa cambiata. Per fortuna l’agenzia di relocation assiste in tutte queste procedure; completarle senza l’aiuto di nessuno dev’essere una fatica immane, dal reperimento delle informazioni alla compilazione dei moduli!

I quartieri periferici di Ulm sono, in genere, molto tranquilli e curati, e giacciono sui pendii circostanti la città, che forse proprio a causa della sua posizione geografica (si trova in una sorta di conca) tende a essere coperta dalla nebbia in questo periodo dell’anno. Chissà in quale dei viertel andrò a finire, quando avrò trovato la mia dimora definitiva.

Fortunatamente gli spostamenti sembrano essere piuttosto semplici in una cittadina di queste dimensioni, dove mezzi pubblici e biciclette la fanno da padroni. Il traffico automobilistico è pressoché inesistente, anche perché l’unica possibilità di parcheggio in centro sono i silos, che naturalmente hanno un costo (che, per inciso, i locali ritengono elevato, ma a occhio sembra anche inferiore a quello della vecchia Udine).

Nota di colore: nella parte vecchia della città ci sono edifici risalenti al tardo medioevo e al rinascimento, e la loro forma stride un po’ con le normali leggi architettoniche. Ogni piano, infatti, procedendo dal basso verso l’alto, è più ampio del precedente, creando così una sorta di scalino al contrario. E’ l’eredità di tempi in cui il WC non era ancora stato inventato, e per evitare di imbrattare i muri e le finestre sottostanti si pensò a questa soluzione.

2 risposte a “Tag 2: Burocrazia fra la nebbia”

  1. Se la ricorda ben mia moglie la burocrazia quando era a Berlino. Però l’alternativa è quella italiana: stranieri che entrano senza permessi (tanto prima o poi arriva una sanatoria), senza lavoro (o meglio con un bel lavoro in nero), che ufficialmente abitano da una parte, ma praticamente fanno dei tour tra amici e connazionali (col risultato che ci sono appartamenti da 90 mq. con 10/12 persone). Non entro poi nel discorso soldi/contributi perchè di esperienze storte non basterebbe un libro.

  2. Ma infatti la mia non era una lamentela, era più una constatazione. Non siamo abituati a questa burocrazia nè alla precisione o alla formalità di alcuni loro atteggiamenti, infatti viviamo nel casino istituzionalizzato. 😀

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