Day 3: Riscaldamento centralizzato

La locandina del mercatino medievale di Natale

Serata alternativa per il sottoscritto, quella di domenica. Essendo Aki un appassionato di musica classica, la sua scelta per la serata è ricaduta su un concerto alla Kornhaus di Ulm. Inizialmente sarei stato propenso per un concertino jazz in un auditorium, ma l’idea non era gradita, perciò ho deciso di rompere il ghiaccio e presenziare al mio primo concerto di classica.

Il clima ulmesco non è propriamente uguale a quello italiano: alle 12 avevamo 2.5 gradi, alle 16 1.8. Sopra lo zero, almeno. A queste temperature io ero in pieno assetto da battaglia: camicia, maglione, cuffia, sciarpa, giubbotto pesante, guanti. Aki, abituato ai climi finlandesi e a inverni in cui per tre mesi la temperatura non sale mai sopra i 30 gradi sottozero (!), sopra la camicia indossava soltanto un maglioncino di pile, corredato da cuffia e guanti.

Questa strana coppia italo-finlandese si aggirava così per le vie della città – che per le feste natalizie si sta addobbando, preparandosi inoltre per il classico mercatino di Natale in stile medioevale – cercando il luogo del concerto con largo anticipo, e una volta trovatolo e acquistati i biglietti, si è fermata per un the con Apfelstrudel (e crema di vaniglia!) in uno dei molti bar del pittoresco centro storico della città. Per scoprire, inaspettatamente, che i gestori del bar erano italiani!

Orchester im Kornhaus

A pancia piena ci si è diretti verso la Kornhaus, edificio simile a un auditorium. Un breve discorso introduttivo del direttore d’orchestra, che miracolosamente non è stato completamente incomprensibile come avevo temuto – evidentemente la full immersion fra i tedeschi inizia a dare i suoi frutti, nonostante la comunicazione fra me e Aki avvenga esclusivamente in italiano – è stato preludio a un incipit decisamente emozionante. Sentire archi, fiati e percussioni dare corpo a un trascinante salmo di nonmiricordocomesichiama (sì, vostro onore, sono colpevole!), le vibrazioni della musica penetrare sotto lo sterno, non mi ha potuto lasciare indifferente e, forse complice anche l’atmosfera cittadina, è riuscito ad emozionarmi e a farmi dimenticare del freddo semipolare esterno. Con questo credo di avere esaurito la dose annuale di manifestazioni pubbliche di romanticismo molesto, perciò non mi resta che cercare di capire come fare per arrivare in centro domani mattina (l’autobus dovrebbe essermi amico), e scusarmi per la pessima qualità delle foto che allego, ma la reflex era troppo grossa per entrare in valigia, così come il PC con Photoshop e Lightroom.

E dico tutto ciò mentre mi “disintossico” dalla classica sparando nientemeno che i Rammstein in cuffia, dopo un lauto pasto a base di cibo germanico e birra scura altrettanto germanica, consumato chiacchierando della situazione politica italiana e vedendo gli occhi del mio ospite finlandese sgranarsi di fronte alle sparate del nostro ormai ex-premier (e non solo delle sue, per dovuta par condicio). Perché le note amare non si trovano solo nella dunkel Bier.

2 risposte a “Day 3: Riscaldamento centralizzato”

  1. Un finlandese che oltre a parlare italiano e’ appassionato di musica classica? Secondo me da piccolo hanno scambiato il contenitore del latte con quello di glicole…

    1. Le robe dei matti, eh? 😀
      Ora non mi resta che attendere domani, primo giorno di lavoro, e vedere che aria tira in ufficio.

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