Evasi, sotto la pioggia.

Albergo tipico nella Piccola Venezia

Sono da poco passate le 17 quando una strana compagine si avvia a visionare un appartamento nel distretto di Eselsberg, non lontano dalla sede di lavoro. Una delegazione internazionale formata da un cinese, un italiano, un armeno e un messicano, nella propria eterogeneità sembra la classica rappresentanza di una barzelletta.

Dopo aver constatato lo stato poco interessante dell’abitazione, salto su un autobus che mi traghetta verso il centro città, dove alle otto ho appuntamento con altri cinque o sei italiani per una serata fra “paisà”. Mancano ancora due ore all’appuntamento, tempo che sfrutto per qualche commissione e una cioccolata bianca nel bar italiano che avevo già visitato qualche tempo fa.

Girovago per la città, riempiendomi gli occhi delle vetrine natalizie e, per la prima volta, attraverso il ponte sul Danubio che porta a Neu-Ulm, la parte bavarese della città, sede del mercatino di Natale medievale.

In una piccola piazza, guidato dalle luci e dalle lanterne lungo il fiume, trovo un pezzo di mondo che sembra essersi fermato a secoli lontani. Il legno arde nei focolari, riscaldando saltimbanchi, musici e falconieri. Le bancarelle vendono vestiti e cibi tipici medievali, tranne le sempreverdi crepes con Nutella, alle quali si può però concedere volentieri una licenza poetica.

Alle otto meno qualche minuto sono al ristorante-pizzeria che è stato designato per la cena italiana. Arriva, alla spicciolata, una strana combriccola: il milanese padre di famiglia, dalla parlantina sciolta e dal brillante umorismo; la romana e il veneziano, due designer uniti non solo dal lavoro; l’ingegnerA informatica dal capello corvino, merce rara in un mondo di nerd; infine i due oriundi italo-tedeschi, una ragazza e un ragazzo nati in Germania da genitori italiani, che rispettivamente non possono nascondere un forte accento leccese e campano.

Fra aneddoti curiosi, battute, racconti e italianità assortite, la serata scorre via più che piacevolmente, fra persone che hanno deciso di scappare da un paese che, ora più che mai, mostra i propri limiti nella valorizzazione della propria forza lavoro.

Dopo la pizzeria, il classico drink/birra/whisky in un locale del centro, sotto una sottilissima pioggia che ha lavato via parte della sempiterna nebbia.

Siamo uno sparuto gruppo di italiani in un’azienda che impiega personale letteralmente da tutto il mondo, ma il numero e la qualità dei presenti non fa rimpiangere compagnie più numerose. Sperando di ripetere presto l’esperimento, impegni di vita permettendo.

E ora, che sia il caso di andare a dormire, dopo 20 ore da svegli?

2 risposte a “Evasi, sotto la pioggia.”

  1. eh bene però siamo dappertutto 🙂 allora buon fine settimana noi domani andiamo alla consueta gita annuale in valdobbiadene a caccia di prosecco il tempo sembra ci aiuti a non beccare la neve come l’anno scorso anche se abbiamo deciso di saltare la tappa a feltre alla birreria pedavena per farla meno faticosa !un bacio!!

  2. Sì, abbiamo colonizzato il mondo, anche se da queste parti siamo una netta minoranza. 🙂
    Buon approvvigionamento di prosecchi!

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