Sacro, profano

Il Mittelaltmarkt, mercatino medievale di Neu-Ulm, sul Danubio.

Vento e scrosci di pioggia a Ulm, oggi, in attesa di una neve che ancora tarda a cadere. Poteva essere una domenica sonnacchiosa, ma qualcosa già bolliva in pentola. Consumato il frugale pranzo italiano, riassettata e ripulita la mia parte di casa, e consumate anche un po’ di letture arretrate che da mesi aspettavano di essere terminate, sono presto arrivate le quattro e mezza. A quest’ora io e il fido finlandese Aki ci eravamo riproposti di fare un giro per i mercatini di Natale, mangiare qualcosa e infine andare a sentire un concerto di lirica e corale in una chiesa ulmesca (ulmese? ulmica? Si è già aperto un dibattito su Facebook a questo proposito).

Una bancarella di statuine e oggetti per presepe. Professional.

Chi mi conosce un po’ sa che la mia attrazione verso i luoghi di culto è più o meno la stessa che le lumache hanno nei confronti del sale, ma ho deciso di ascoltare la mia parte razionale che mi sussurrava subdolamente di considerare solo l’aspetto artistico dell’evento.

Il Weihnachtsmarkt di Ulm, sito proprio sotto il colossale duomo gotico, è affollatissimo. Vedo che il passo di Aki è piuttosto affrettato, mentre io avrei passeggiato con  calma turistica, sicché propongo di deviare verso l’altrettanto tipico mercatino medievale di Neu-Ulm. Per chi non lo sapesse, infatti, Ulm è una città doppia, la cui gemella è Neu-Ulm.

Vestiti tipici in vendita al Mittelaltmarkt di Neu-Ulm

Le due metà sono divise solo dal Danubio, che segna il confine anche fra i due Land di Baviera e Baden-Wuerttenberg. Ricapitolando: Ulm è nel Baden-Wuerttenberg, Neu-Ulm in Baviera. Fine della parentesi wikipedica.

Il mercatino di Neu-Ulm non è a ingresso libero, come il gemello, ma richiede una gabella di tre euro e cinquanta per entrare, è molto più piccolo e molto meno frequentato, ma indubbiamente è molto pittoresco. Stasera ho scoperto, fra le alte cose, che c’è anche un locale dove farsi il bagno comodamente seduti in un catinone di legno mentre si sorseggia una birra con gli amici.

Un fabbro all'opera al Mittelaltmarkt

Un giro per le bancarelle, un po’ di spettacolo di un simpatico saltimbanco, e dopo un po’ siamo pronti a ripartire verso la cena, consumata in orari tedeschi per agevolare la presenza al concerto, il cui inizio era previsto per le sette.

Optiamo per una cena in un tipico locale del Fischerviertel, quel Zur Forelle (letteralmente: alla trota) che già conoscevo e che ha la particolarità di avere i soffitti alti meno di un metro e ottanta, cosa che mi dà sempre la sensazione di passare sotto moderne, teutoniche ma non umilianti forche caudine.

L'organo di Pauluskirche - Ulm

Finito di pasteggiare a base di birra sveva e consistenti pietanze altrettanto sveve, non ci era rimasto molto tempo, perciò ci siamo incamminati a passo spedito verso la Pauluskirche, luogo dell’evento.

L’interno moderno della chiesa stride con l’aspetto esteriore nettamente più cupo. C’è una certa fila per i biglietti, ma riusciamo a sederci nella sala gremita giusto in tempo per l’inizio dello spettacolo: circa due ore di Bach e Camille Sant-Saens, fra coro, orchestra, baritoni, tenori, soprani e alti. Godibile, nel complesso, e sicuramente un’esperienza nuova per il sottoscritto.

L'interno della Pauluskirche

Mentre le note scivolano via e ascolto il coro intonare le note di Bach, ripenso alla quantità di eventi musicali, sacri e laici, che la città offriva nella giornata di oggi, e a come tali eventi fossero pubblicizzati sull’apposito sito istituzionale della città e del Land: le autorità informano, i cittadini partecipano.

Mentre torniamo a casa sotto rovesci di pioggia intermittente penso che, nonostante le difficoltà con la lingua straniera, mi sento bene. Il posto mi piace, e anche se mi mancano parecchio un sacco di persone che ho lasciato nella vecchia Udine e in Italia in generale, sento di aver fatto la scelta giusta.

Il coro sale sul palco

Forse suona come un ingenuo mantra che debbo ripetermi per trovare la forza di superare il periodo di smarrimento iniziale, ma sto bene e questo è quanto.

E poi, fra 18 giorni sarò di nuovo a Udine per un tuffo nei “vecchi” tempi e nelle “vecchie” abitudini, e per riabbracciare parecchie delle parecchie persone che mi seguono (e che forse non sanno quanto mi faccia piacere sentirle vicine, anche solo vedendo il numero di visite che questo blog riceve ogni giorno); ormai non manca molto.

Come bonus giornaliero, sicché mi sono dimenticato cosa volevo scrivere come nota a pie’ di pagina, vi lascio qui sotto un paio di spezzoni dal concerto di stasera, per darvi un’idea di quello a cui ho assistito.

2 risposte a “Sacro, profano”

  1. splendido!!!!!questa è musica che fa bene al cuore! ebbene sì natale si avvicina e anche il tuo seppur breve ritorno ma sono contenta di sentire che stai bene…l’abbiamo già detto non è facile ma non sei in punizione ma all’interno di una grande avventura e per quanto anche tu ci manchi non ci separano incolmabili distanze e questo è già un bene!sei andato proprio in un posto carino e mi pare che il tuo provvisorio coinquilino non sia malaccio…un bacione!!!ps qui in montagna piangono la mancanza di neve e fa talmente caldo che non possono neppure spararla…

  2. E’ proprio come dici: un’avventura, così la sto vivendo, nell’alternanza di stati d’animo e notizie che si susseguono giorno dopo giorno. 🙂

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