Dio non è amore; Dio è l’amore.

La copertina

“L’ultimo testamento della sacra bibbia” è un altro romanzo d’impatto per James Frey.

L’autore di “In un milione di piccoli pezzi”, nel consueto stile secco e colloquiale, immagina l’apparizione di una sorta di Messia ai giorni nostri. Si diverte a giocare coi parallelismi fra l’oggi e l’allora, fra le avventure di Ben Zion e il profeta comunemente conosciuto come Gesù Cristo.

Le persone che Ben Zion incontra nella sua vita sono molte, e ognuna di loro racconta la propria storia, il proprio incontro con Ben e come esso ha cambiato la loro vita.

“Non pensavo a niente, solo che amavo quelle persone. Questo era tutto ciò che importava. Che eravamo tutti esseri umani e amavamo altri esseri umani. E questo è Dio. Non un ridicolo vecchio con la barba e la tunica seduto su un trono dorato fra le nuvole. Non un uomo collerico che sa tutto e dice cosa è giusto e cosa è sbagliato. Non un vecchio in Italia che dice cose insensate, o un matto in Sudamerica che giudica tutti. Non un tale in Pakistan convinto di avere il diritto di uccidere, o un tale in Israele convinto di avere il diritto di opprimere. Dio non è una persona o un uomo e neppure un essere di qualche genere. Dio è amare altri esseri umani. Dio è trattare tutti quelli che incontri come se li amassi. Dio è dimenticare che siamo tutti diversi e amarci a vicenda come fossimo tutti uguali. Dio è quello che senti quando c’è amore nel tuo cuore. E’ una sensazione straordinaria. Ed è il vero Dio. L’unico vero Dio.”

Ben porta un messaggio d’amore totale, assoluto, un messaggio sempre attuale ma mai davvero recepito dall’umanità. Lo stesso messaggio che un altro uomo forse portò sulla Terra 2012 anni fa, e che nessuno ricorda più. Perché troppe di quelle persone che si definiscono religiose covano rancore, odio nei confronti di chi è diverso o viene da una parte diversa del mondo.
Disprezzo e nella migliore delle ipotesi commiserazione per chi non la pensa come loro, sebbene Ben Zion dica l’esatto contrario.
Perché Ben non predica, Ben parla.
Ben non vuole convincere nessuno; Ben semplicemente parla, domanda, guarda dentro.
Ben ama e non chiede nulla in cambio, non chiede di adorare qualcosa che non si è mai visto, che nessuno ha mai visto o sentito.  Secondo lui si deve adorare la vita su questa terra perché è tutto quello che abbiamo.

“Perché mi ami? Non mi conosci.”
“Per amare bisogna conoscere se stessi, non gli altri.”

Il messaggio di Ben è terribilmente semplice, eppure così spaventoso per le masse e le autorità costituite, e anche per questo così incompreso.

Probabilmente molte persone additeranno questo romanzo come sovversivo, e malato, e sacrilego, dimostrando così ancora di non comprendere il vero messaggio che vi sta alla base. Sì, è vero, Frey massacra le religioni e i culti. Egli dice che la vita, non la morte, è il vero mistero che dobbiamo affrontare, e che le religioni sono nate per esercitare il controllo sugli uomini. Se soltanto alcuni uomini potevano dichiarare di essere in contatto con Dio, essi detenevano il potere. Si facevano portatori della parola di Dio che, guarda caso, coincideva con le loro volontà. Concetti difficili da digerire? Può essere, ma sappiamo che Frey non usa mezzi termini, mai, e mette sempre alla prova lo stomaco e la mente.

Bel colpo, James. Forse il tuo romanzo non è integralmente condivisibile in ogni sua parte, ma sei riuscito nell’intento di suscitare delle riflessioni, e tanto basta.

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