Caturday night fever

He came through the snow

É venerdí 17,che per i superstiziosi italiani potrebbe significare qualcosa. Per tutti gli altri é un giorno come un altro.

Ecco, io faccio parte della seconda schiera, quella delle persone non particolarmente sensibili a numeri e cabala, nonostante ogni tanto riproponga su queste pagine un po’ di numerologia dei poveri riguardo le mie cifre ricorrenti. Il 17 dovrebbe quindi essere uno dei miei numeri, uno di quelli in cui succede qualcosa, ma stando tutto il giorno a casa si riducono grandemente le occasioni perché accada qualsiasi fatto.

Se escludiamo la visita di un gatto che, mentre pranzavo a base di italianissima pasta, é arrivato zampettando fra la neve e si é affacciato alla porta-finestra emettendo un miagolio. Essendo venerdí 17 e quindi giorno di gatti neri e non, ecco spiegato il “caturday” del titolo del post. La fever invece era quella che leggevo sul termometro.

Se escludiamo una telefonata da Londra, ennesima, di un headhunter che voleva propormi una posizione nella Germania del nord. Incredibile quanto siano attivi i recruiter a livello mondiale, il che fa ben sperare in caso di attuazione di “piano B” (che mi auguro non si debba verificare).

Se escludiamo un invito da un collega, manager di un altro team, in Finlandia per un training di quattro giorni a fine marzo.

Se escludiamo la visita dal dottore tedesco provvisto di sorridente e avvenente, nonché altrettanto tedesca, assistente.

Dicevo, se escludiamo tutto questo, oggi non é successo niente, il che rende questo diciassette febbraio una giornata piuttosto standard, trascorsa a ingurgitare litri di spremuta d’arancia durante la visione di almeno sei o sette episodi di Rome, serie televisiva che venne proposta qualche anno fa dall’HBO/BBC/RAI. Il che, a conti fatti, significa circa sei o sette ore passate davanti alla TV. Ok, forse ho esagerato, lo ammetto.

Non resta che chiudere qui queste ventiquattrore e andare a dormire, perché domani potrebbe essere giornata intensa con strascichi fino in tarda serata o mattina presto che dir si voglia. Sempre che i miei amici germi vogliano darmi un giorno di tregua.

And for one second I lost my head.

2 risposte a “Caturday night fever”

  1. bè alla faccia della giornata tranquilla! spero comunque che il fine settimana sia passato meglio senza microbi attendiamo ragguagli!

    1. I microbi mi hanno quasi completamente lasciato, resta un po’ di ravvreddore ma per il resto tutto bene. Il weekend é stato metá mondano e metá schifosamente casalingo, vediamo cosa porterá la settimana. 🙂

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