Dai un appuntamento a una ragazza che legge 2 – Teoremi

Pensiero del mattino: qualche tempo fa avevo pubblicato “Dai un appuntamento a una ragazza che legge“, bellissima e romantica lettera, quasi una prece all’amore per il bello, un inno alla creativitá e alla sensibilitá.

Oggi ripenso a quel testo e mi immagino cosa succederebbe se il ragazzo fosse riuscito a dare un appuntamento alla ragazza che legge.

Le avete parlato del suo libro preferito, avete sparato un paio di citazioni di quelle che non si trovano neppure sulle cartine dei baci Perugina, e alla fine lei ha accettato di uscire con voi. Tutto é come ve l’eravate immaginato: parlate e parlate a ruota libera, ridete e vi divertite, prendete un gelato insieme e credete che questa é la volta buona.

Passano dieci minuti, passano venti minuti, passa mezz’ora e la sensazione di intimitá aumenta.

E a quel punto lei cosa dirá?
La frase piú temuta dall’uomo: “sei un bravo ragazzo”.
Suona come un rintocco di una campana a morte che vi rispedisce di filato sulla soglia della friendzone, quel limbo in cui il 99% dei ragazzi viene esiliato per sempre.

É allora che lei aggiunge la pietra tombale sulle vostre speranze, sotto forma di una congiunzione avversativa che non avreste mai voluto vedere concatenata alla precedente frase: “sei un bravo ragazzo, ma“.
Ed é proprio qui, e proprio perché voi siete ragazzi sensibili di quelli che prestano orecchio e cuore, che lei comincia a parlarvi del suo cuore spezzato per una testa di cazzo qualsiasi; uno che non userebbe mai la parola “prece” in un post di un blog, anche perché non saprebbe da che parte cominciare a scriverne uno. Si tratta di un boscaiolo kazako dalla bestemmia facile, che conosce a malapena la propria lingua madre ma in compenso sa ripetere a memoria la formazione dello Shaktar Karagandy.
É allora che capite che non di Nietzsche, di Murakami o Joyce dovevate parlare. Dovevate raccontarle della vostra nuova auto acquistata in leasing ventennale con i risparmi del vostro lavoro da turnista in fonderia. Non avete piú soldi se non per andare a ubriacarvi in discoteca a sedici euro a drink, ma lavate l’auto ogni due giorni e la lucidate a ogni goccia di pioggia.
Capite che la ragazza che legge apprezza le belle parole da un amico, ma che se aveste passato il vostro tempo al bar sport a leggere la gazza rosa avreste avuto piú possibilitá di fare breccia nel suo cuore.
Perché alla fine la ragazza che legge é una donna e vuole un uomo di quelli veri, di quelli rudi e mascolini, di quelli sensibili come una lastra di marmo, di quelli palestrati per i quali l’espressione di un concetto di senso compiuto é pura utopia, posto che conoscano il significato del termine “utopia”.

É allora che capite che l’unico modo per uscire dal confino nella temuta friendzone é smettere i panni dell’uomo sensibile e colto per indossare quelli del cavernicolo postmoderno.

14 risposte a “Dai un appuntamento a una ragazza che legge 2 – Teoremi”

  1. Da ragazza che legge posso dire di sentirmi un po’ offesa da questo post. Energumeni del genere descritto son proprio quelli che devono starmi lontano. Se non hai trovato ancora una persona in grado di apprezzare quello che sei e hai da dare, non significa che le ragazze che leggono apprezzino certi escrementi della società. Idem dicasi per i ragazzi che leggono, chiaramente.

    1. Si tratta ovviamente di un post ironico che racchiude un bel po’ di stereotipi, ma c’é un piccolo fondo di veritá. 😀

      1. Mica tanto ironico! È pieno di donne che vogliono al loro fianco certe schifezze di uomini! Ma un certo tipo di donna generalmente non apprezza… per fortuna!

  2. “sei un bravo ragazzo”
    “quel limbo in cui il 99% dei ragazzi viene esiliato per sempre”
    Questa volta non commento.. Ti lascio solo immaginare cosa direbbe Germano (RIP) al mio posto..

    1. É la dura legge del goal, nella quale noi siamo i portieri che vengono costantemente bucati dall’attaccante di turno. 😀

  3. Mi ero dimenticato anche di un’altra frase..
    “Quanto sarà fortunata la tua futura donna”..
    QUANTA AMAREZZA!! (cit. Antonello Fassari)

  4. Se giochi bene le tue carte lei, il giorno dopo che t’ha parlato del kazako, ti chiama!
    (Mapperò devi lasciarle in numero)

  5. La verità è che la regola dell’amico non paga mai, se una mi dice che mi vede come amico e non come amichetto, il minuto dopo sparisco.
    Non ci perdo neppure un minuto, nella vana speranza di sbattermela tra vent’anni, o di sentire le sue troiate di quando è stata con puttanieri, uomini sposati, o mandingo da monta e di quanto l’hanno fatta soffrire, perché glielo hanno messo dove non batte il sole.
    Le donne sono “quasi tutte troie” (è un complimento, meglio che frigide mi pare), il fatto stesso che la friend zone sia attribuibile a loro, la dice lunga sul cosa valgono in effetti queste principessine di stà mazza.
    Ricordate, nel dubbio scopatela, e l’unica non troia, è la mamma.
    Il resto sono tutte puttane, solo che non lo sono con te.
    Mai perdere tempo con la ragazza che ti vuole solo come amico, e mai e poi mai aspettare a dichiararsi, giusto i tempi tecnici, ma per il resto non perderci del tempo.
    Un’altra cosa, quando una ti dice una cosa del genere, è proprio una zoccola, perché ti vuole come amiciccio per sfruttarti e avere un amico maschio, così da potersi fare accompagnare in giro e piangere su una spalla diversa da quella di una sua amica.
    Ho già avuto queste esperienze, e spesso poi si tratta di donne da monta, le quali sono amiche solo con te perché sei un bravo coglione, ma poi scopri che si sono fatte sbattere dal Kazako lurido e manesco di cui sopra.
    Con te non verranno mai.
    L’unica cosa che si può provare, è non cacarle minimamente già dal giorno dopo che ti hanno dato la buona novella, e vedere che succede in seguito:
    le cose sono due, o te la sbatti da lì a un mesetto, o poco più, oppure almeno non ci perdi tempo e te ne spazzi gradatamente il culo, guadagnandoci in tutto.
    In ambedue i casi ci hai guadagnato, perché se non ti vuole è solo una cagna, non sa cosa si perde, di solito poi sono donne che o si sposano perché l’orologio biologico dice che è ora e guardandosi in giro vedono le “ventenni” che gli rubano il Kazako, ma non per amore, oppure resteranno tutta la vita sole, facendosi sbattere ogni tanto nelle latrine di un’area di servizio da grande asino, l’impalatore di fiducia del principe Vlad.
    Attenzione sempre e comunque a non aspettare mai a dichiararsi, questo lo ripeterò a vita, si rischia di perdere tempo ed entrare poi a forza nella zona cuckold.
    Non offendetevi donne, le mie parole sono verbo, lo sapete anche voi ma per ipocrisia e solidarietà femminile non lo ammetterete mai, e voi uomini fate tesoro assoluto delle mie parole, perché sono più vere del Vangelo.
    Io ho poche amiche donne, e sono fantastiche, non ci rinuncerei mai, ma sono tutte donne a cui mi sono interessato solo per amicizia.
    Tutto il resto sono cacate, se una donna vi piace (il culo), non dovete mai diventarle amico, mai e poi mai.

      1. 🙂 forse sono stato un po’ duretto, ma l’ho fatto per aiutare quegli uomini che come me anni fa, si trovano a frequentare fighe di legno o giumente Kazake (quanto mi piace il Kazako boscaiolo ahahah).
        Spesso quegli uomini si fanno analizzare il retto da donne di questa risma, semplicemente perché non trovano consigli abbastanza duri.
        Io mi sono ispirato al tuo post, arricchendolo e colorandolo per enfatizzare il fatto che non bisogna usare mezze misure.
        Troppe volte leggo che la “zona amicizia” non è poi così negativa e bla bla bla, la verità è che occorre essere duri e puri con questo tipo di donne e in generale col 90% delle donne stesse.
        Bisogna agire freddamente fin dall’inizio, senza lasciare mai spazio a ragionamenti “cardiaci”.
        Per 3 volte mi è capitato di fare una corte da perfetto bravo ragazzo (leggi coglione) a donne che ritenevo meritevoli di tale comportamento.
        Per poi venire a sapere, tramite mezze confessioni e informatori “conoscenti”, che le pulzelle in questione si facevano sfondare il secondo canale e amavano il calippo come neppure Moana sapeva fare.
        A quel punto ho deciso per adottare lo stile cavernicolo, che è l’unico che risulta sempre vincente.
        Gentile si, cortese, mai maleducato, ma risoluto, questo è quello che vogliono le donne.
        D’altronde se lo pigliano un motivo ci sarà pure.
        Voglio aiutare tutti gli uomini che si trovano in queste situazioni, devono assolutamente piantarla di fare i bonaccioni, non paga MAI.

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