Il miracolo della creazione

When the sun goes down

Edward.
Chi piú diverso e inadeguato di lui, al mondo?

Adorava scolpire le siepi e i cespugli e intagliare blocchi di ghiaccio, dando forma ai suoi sogni e ai suoi pensieri dalla materia inerte, quella che tanti davano per scontata.
Quella che era sotto gli occhi di tutti ma che nessuno pensava potesse racchiudere tanta bellezza.

Per dovere o per necessitá era chiuso nella torre di un castello da cui non usciva mai, anche se poteva osservare il mondo senza essere osservato, senza mai fare entrare nessuno nel suo mondo.

Qualcuno, negli anni, ci aveva provato, ma come vi era entrato ne era uscito.
Troppo difficile capire tutte le forme che Edward creava, e da dove provenissero.

Facile innamorarsi di esse; difficile innamorarsi di lui.
In seguito, tuttavia, egli capí che poteva continuare a creare anche senza gli altri, e che gli era sufficiente lasciare scorrere se stesso in ció che creava, lasciando che ognuno decidesse per se il significato di ogni opera.
Cominció allora a creare per mettere il suo cuore e la sua anima, se ne aveva una, in una teca di cristallo dove tutti potevano vederli pulsare ed emettere energia. Senza paura che qualcuno potesse calpestarli o rubarli.

Infine amare, incondizionatamente, quello che era e quello che aveva, perché era perfetto anche con i nei, era perfetto anche se non sempre sembrava giusto, ed era perfetto anche se era cosí diverso da tutto quello che vedeva intorno a se.

2 risposte a “Il miracolo della creazione”

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