Arrivedercitalia

Il bentornato in Germania: 70km di code e rallentamenti.

Arrivederci Italia.

All’approssimarsi del mio anniversario d’emigrazione saluto il mio paese natio e per tornare oltreconfine con un misto di sollievo e amarezza.

Saluto l’Italia, dove la casta politica è solamente degna rappresentante di un popolo che non perde occasione per approfittare delle circostanze al fine di trarre benefici personali. Quando faccio notare questo aspetto molti si indignano e a ragione, ma molti altri malcelano ipocrisia in quanto essi stessi, più e più volte e ogni occasione, hanno infranto le regole per vantaggio personale, anche se a volte ho trovato quasi difficile accusarli perché l’Italia è il paese dove chi segue le regole è un ingenuo e viene spesso fregato dal popolo di furbi.
Perché in Italia conviene rubare migliaia o milioni di euro, non poche decine, perché i furti ingenti sono talmente sfacciati da perdere la propria natura di furti diventando furbizie da lodare.

L’Italia, dove fino a qualche anno fa, parlando dei politici, tutti dicevano “lo faresti anche tu al posto suo”, ma oggi, che il sistema che abbiamo contribuito a creare sta mostrando serie difficoltà e il nostro stesso futuro è a rischio, puntiamo il dito contro di loro come fossero gli unici colpevoli.

L’Italia, dove l’imprenditore gira con il SUV che costa come l’abitazione che i suoi dipendenti riescono a malapena ad affittare.
Dove, per amor di verità, il costo sostenuto dall’imprenditore è sproporzionato rispetto allo stipendio netto che arriva in tasca al dipendente.
Dove gli automobilisti non si fermano a lasciare passare i pedoni perché lo farà qualcun altro.
Dove si parcheggia in divieto di sosta o sugli stalli per i disabili perché “tanto sono cinque minuti”.
Dove le piste ciclabili sono addirittura osteggiate perché potrebbero levare spazio alle auto.
Dove storciamo il naso di fronte alle centrali eoliche, rubiamo i pannelli nottetempo da quelle fotovoltaiche e rifiutiamo il nucleare, però non rinunciamo a illuminare a giorno le stradine di paese.
Dove un lavoratore capace non viene valorizzato perché “tanto fuori dalla porta ho la fila di persone pronte a prendere il tuo posto”.
Dove avremmo tante di quelle risorse umane, naturali e culturali da poter tornare a diventare una delle grandi protagoniste d’Europa. Dove se usassimo la nostra creatività e spirito d’avventura per il bene del Paese e non per fregare il prossimo, potremmo definire dei nuovi standard.

Abituati come siamo a cercare nuove vie per aggirare gli ostacoli che incontriamo a causa del sistema malfunzionante, non abbiamo altra scelta che sviluppare una creatività superiore per inventare nuovi metodi di sopravvivenza, e questa attitudine è rara nel mondo.

Tuttavia ciò non ci interessa: l’importante è usare il sistema per arrivare più in alto possibile e schiacciare chi non è stato scaltro come noi.

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