Meno Cinque

Nomadic cold chronicle
Nomadic cold chronicle

Ancora cinque giorni di mezza vita.
Dal 3 settembre a oggi le mie giornate feriale seguono questa routine:
Ore 5:40 circa: la prima sveglia.
Ore 5:45 circa: la seconda sveglia.
Ore 5:50 circa: terza e solitamente ultima sveglia.
Ore 5:52: rasatura capelli e barba, opzionali a seconda del sonno e dello stato di trasandatezza. Sostituire con colazione frugale in
caso lo stato tricotico sia soddisfacente e non necessiti di manutenzione.
Ore 6:15: doccia, orario variabile a seconda dei tempi di rasatura.
Ore 6:30-6:35: partenza; prendo l’auto e guido fino alla stazione centrale di Ulm alla ricerca di un parcheggio libero.
Ore 6:45: tappa opzionale presso Back Factory in stazione, per Butterbrezel o equivalenti e cappuccino o equivalenti.
Ore 6:56: il treno teoricamente arriva, segue lotta spietata contro gli altri zombiependolari per l’accaparramento di un posto a
sedere.
Ore 7:00: il treno parte e comincia la corsa nel buio, un’ora e venti minuti che trascorro in parte a scrivere o
leggere, in parte perso in maree di cazzi miei, sinonimo azzeccato del piú altisonante e per l’occasione inadeguato “riflessioni”.
Ore 8:15-8:20 circa, se tutto va bene: arrivo in stazione centrale a Monaco di Baviera. Corsa verso l’U-Bahn, la metropolitana.
Ore 8:30 circa: arrivo a Scheidplatz, dove la speranza di riuscire a prendere il bus senza dover attendere dieci minuti è sempre
viva.
Ore 8:40-8:50: ufficio, dove finalmente posso tirare il fiato per cinque minuti, bere del pessimo caffé in compagnia di
ottimi colleghi per poi cominciare la quotidiana lotta contro le date di scadenza.
Ore 10:30: riunione giornaliera flash, 10 minuti di riallineamento sui progetti.
Ore 10:45: eventuale partita a calcetto da tavolo contro tre colleghi random.
Ore 11:00: si torna in ufficio
Ore 12:30-13:00: pausa pranzo
Ore 13:00-13:15: si torna davanti al monitor
ore 18:00: si riparte verso la fermata del bus che mi riporterà a Scheidplatz a prendere la metro. Nel caso in cui perda il bus o sia
in ritardo, mi incammino verso la fermata dell’U-Bahn più vicina, che si trova a un chilometro e mezzo circa.
ore 18:30: circa sono in stazione centrale a Monaco
ore 18:45: parte il treno verso Ulm.
ore 20: circa, se tutto va bene, il treno arriva a Ulm.
ore 20:15-20:30: sono a casa, con la voglia e il tempo di prepararmi un piatto single che più single non potrei, tipicamente cibo da
microonde.
Un paio d’ore di relax e si ricomincia con un nuovo giorno.

Non si tratta di nulla di particolare e non è nulla che molte persone non facciano ogni giorno, ma per me poter pensare alla fine di questo periodo è un sospiro di sollievo. Settimane passate a viaggiare mi hanno permesso di vivere esperienze, conoscere persone, dormire, pensare, ascoltare musica e altro, ma ora bisogna tornare alla vita “normale”, quella che si svolge al di fuori dei finestrini inamovibili degli scompartimenti sovrariscaldati.

2 risposte a “Meno Cinque”

    1. Assolutamente. E non vedo l’ora, a dire il vero. Quattro ore e mezza di viaggio al giorno stanno uccidendo la mia vita in un periodo in cui ho bisogno di respirarla piú che mai.

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