Casa dov’è?

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Internet è democratica. Dà voce a tutti, ma ciò non vuol dire che tutti abbiano qualcosa da dire. Ciò è particolarmente vero nel caso di chi sceglie di bloggare come il sottoscritto, avventurandosi in un mondo sovrasaturo di opinioni, aneddoti e quotidianità online.

Chi ha seguito le mie peripezie sa che, riassumendo, mi sono trasferito a Ulm in Germania nel novembre 2011, e meno di tre settimane fa mi sono spostato a Monaco di Baviera.
Come risultato di ciò, sabato scorso dovevo tornare nella mia ex-Ulm per riconsegnare le chiavi del vecchio appartamento, sbrigare qualche commissione e incontrare qualche amico dei pochi rimasti in Svevia.

Un aspetto di Ulm che mi è sempre piaciuto è sempre stata la presenza imponente del Münster, con il suo altissimo campanile di 160m che torreggia come un’eterna sentinella sulla città. Mi ero sempre orientato usandolo come punto cardinale, considerato che i palazzi del centro sono in genere antichi e bassi.
Guidando verso il centro, però, ho notato che un nuovo cantiere ha preso vita. Si tratta di una nuova sede di, guarda un po’, una banca. La Volksbank ha deciso di erigere un nuovo palazzo di una decina di piani proprio in mezzo ai vecchi edifici del ring interno, andando a coprire la vista del Münster in lontananza. Sembra che il risultato finale sarà un obbrobrio, giudicando dall’immagine affissa al telaio metallico che circonda lo scheletro che diventerà edificio. Sarà una nuova ferita nel cuore di una città che avrebbe dovuto restare, almeno nel centro storico, fedele a se stessa e alla sua identità medievale (nonostante siano già presenti sporadiche costruzioni decisamente poco in tono).
Fortunatamente, almeno, il cielo normalmente grigio di Ulm si è aperto lasciando passare un sole che quasi non ricordavo dalla scorsa primavera.

Ciò non è riuscito, però, a togliere l’alone dimesso che la città adesso ha per me, e sottolineo per me.

Si chiude infatti un’era, con pochi superstiti del nostro gruppo ancora rimasti nella città sveva, i quali vivono nella malinconia e nel ricordo di uno stato di grazia che non rivivrà più. Nel ricordo di tempi in cui si lavorava a progetti grandiosi, in cui continuava ad arrivare gente da tutto il mondo, in cui si viaggiava e si imparava, in cui i soldi non erano un problema e i colleghi diventavano in molti casi amici.

Quasi addormentandomi al volante sono tornato a Monaco in serata per sentirmi riabbracciare, sollevato, dalle quattro mura di casa mia, regalarmi una cena cucinata dal sottoscritto e un bicchiere di buon rosso friulano, con la compagnia della musica e della voce del vento che sussurra fra gli alberi fuori dalle finestre del soggiorno.

Lasciandomi andare ai pensieri, di nuovo. Stavolta penso alle persone che si incontrano troppo spesso, quelle che hanno somatizzato le proprie paure e i propri traumi a tal punto da non riuscire più a sorridere se non quando hanno bisogno di qualcosa, da non riuscire a sorridere spontaneamente e apertamente. Le persone che trasformano le proprie debolezze in aggressività. Avevano ragione i maestri Jedi: “la paura è la via per il Lato Oscuro. La paura conduce all’ira, l’ira all’odio, l’odio conduce alla sofferenza”. E l’animale sofferente cosa fa? Attacca ciecamente e ferisce.

2 risposte a “Casa dov’è?”

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