La Luna, finalmente!

Dopo due settimane di nubi, temporali e piogge, stanotte finalmente il cielo si è aperto.
Il sipario delle nuvole è rimasto alzato per circa un’ora, non molto tempo, sufficiente tuttavia alla Luna e parecchie stelle per palesarsi.
Erano le due di notte, e naturalmente non potevo esimermi dal portare il telescopio sul terrazzino di casa.
Purtroppo lo “stato interessante” del nostro satellite, in “piena forma”, la rendeva appiattita dall’eccesso di luce, e faceva sì che la volta celeste fosse troppo luminosa nascondendo la maggior parte delle stelle.
Mi sa che nella lista della spesa devo mettere anche un filtro lunare per agevolare l’osservazione della Luna.
Tenendo conto, però, anche dell’inquinamento luminoso e delle difficoltà “tecniche” di questa prima osservazione, mi ritengo soddisfatto. Non è stato facile, a causa anche della mia mole, districarmi fra lo stendibiancheria, la ringhiera e il treppiede!
Sì, avrei potuto portare lo strumento fuori casa, su un prato, ma con un tempo ballerino come Giuda e un cielo così luminoso avrebbe avuto poco senso.
Per non parlare della difficoltà iniziale nel trovare le giuste regolazioni per lo strumento e per la sua montatura equatoriale…
Nonostante questo, è stato bellissimo. Non vedo l’ora che arrivi una vera notte serena, questa volta per portare il mio piccolo e sfigato Galaxia (che devo ancora battezzare) a spasso.

La congiura del meteo

Così l’ho fatto: ho trovato un’offerta su un sito di un negozio tedesco di telescopi, e l’ho ordinato mercoledì sera.
Un piccolo riflettore newtoniano da 114 mm, sembra uno strumento dignitoso per iniziare.

Per le ore successive all’ordine verifico costantemente lo stato del mio ordine, ma nella suspence mi diverto un po’ a leggere le traduzioni italiane dal tedesco: il mio ordine, appena confermato, era in stato “Apertamente”; successivamente, quando è stato preso in carico è passato allo stato “Nel Trattamento”; infine, al momento della finalizzazione e spedizione è stato definito “Rifinito”.
Fine della parentesi semiumoristica – siano lodati i traduttori automagici!

Comunque sia, il mio piccino era stato spedito giovedì mattina. Era solo questione di aspettare, ma il timore che il corriere potesse passare a casa dei miei e non trovare nessuno era forte. Ciò avrebbe significato rimandare anche di un giorno la consegna, se non di un intero fine settimana! La tragedia era dietro l’angolo!

Venerdì mattina, ultimo giorno prima di una settimana abbondante di ferie che mi spetta di diritto dopo aver usufruito di *ben* 14 giorni (lavorativi) di ferie in due anni e mezzo, mi arriva una telefonata sul cellulare. Era il corriere UPS!
Per una strana coincidenza il corriere si trovava a passare dalle parti del mio ufficio, quindi la consegna è stata più semplice e indolore del previsto.
Torno in ufficio con lo scatolone da 20 kg e lungo un metro abbondante sottobraccio, soddisfatto e sorridente come un bimbo nella fabbrica di Willy Wonka.
Arrivano finalmente le 18 e corro a casa, dove mi accingo a montare il telescopio con eccitazione, ma senza dimenticare che ho a che fare con un marchingegno delicato e costoso. Scopro con sollievo che le mie letture sulla teoria e la pratica dell’osservazione del cielo hanno portato buoni frutti: non impiego molto a scoprire come assemblare la montatura equatoriale in dotazione, né a riconoscere tutti i pezzi contenuti nella confezione. Niente di che, ma già un punto di partenza per non sentirsi completamente spaesati.
Dopo un quarto d’ora circa, il tubo ha già trovato casa sulla sua montatura e troneggia fiero in salotto.
A guardarlo bene è più grande di quanto mi aspettassi, in realtà… Ora devo solo usarlo.
Stasera non riuscirò a portarlo fuori: piove a dirotto, e comunque non sarei ancora organizzato per l’osservazione all’aperto.
Non mi resta che incrociare le dita e sperare in un rasserenamento del cielo nella tarda serata, almeno per poter fare un minimo di prove sulla Luna dal balcone di casa… Meglio di niente.
Ovviamente la cappa di nuvole che ottenebra il Friuli Venezia Giulia da ormai dieci giorni non accenna a svanire, perciò mestamente smonto tutto, ripongo i componenti nella scatola e mi siedo sul divano a leggere.
Mi sveglio verso le 2 di notte, guardo fuori speranzoso e vedo il disco lunare far capolino fra le nubi!
Riapro la confezione in fretta, rimonto il tutto a velocità luce cercando di non far troppo rumore – i vicini non credo capirebbero – e quando tutto è pronto mi dirigo verso il balcone. Alzo gli occhi al cielo e… La Luna è tornata sotto la coltre di nubi.
Deciso a non rinunciare, attendo 5 minuti.
I minuti diventano 10, e ancora il cielo è completamente scuro.
Dopo 20 minuti e nessuna speranza neppure remota di rasserenamento del cielo né del mio umore mi rassegno al sonno ristoratore.
Dopo essermi lavato i denti faccio ancora capolino fuori dalla finestra per controllare che non ci siano state sorprese (chissà, forse il meteo mi ha graziato). Niente da fare, sarà per un’altra volta.

Dicono che fino a martedì non vedremo il Sole, qui… Ma a me interessa la Luna!

Sora Luna

Normalmente non scrivo di astronomia, perché si tratta di un argomento sconosciuto ai più e forse troppo lontano dalle meccaniche della quotidianità a cui siamo abituati.
E’ però da anni, decenni direi, che gli astri e la volta celeste esercitano un fascino irresistibile sul sottoscritto.

Ecco quindi che nasce questo blog, che è più propriamente un diario della mia esperienza da aspirante astrofilo, in cui raccoglierò considerazioni ed esperienze sui miei tentativi di osservazione del cielo.

Ricordo la prima volta che iniziai a ragionare sulla grandezza dell’Universo: eravamo circa a metà degli anni ’80 quando la mia maestra elementare ci fece commentare un articolo di un quotidiano che parlava della sonda Voyager (la 2a, credo).
Pensare che avrebbe impiegato decine di anni per arrivare ai confini del sistema solare mi fece sentire immediatamente conscio della nostra insignificante piccolezza.
Qualche anno dopo, con il mio migliore amico, iniziavo a trafficare con i primi home computer (i PC odierni quella volta erano nell’anticamera del cervello dei più avanzati scrittori di fantascienza), e fra un videogame e un programmino in BASIC mi dilettavo ad osservare il cielo virtuale tramite un apposito software per C64, Sky travel. Sfruttavo in particolare la possibilità di spostarsi nello spazio e nel tempo a piacimento, così da assistere alle eclissi di sole nell’Egitto del 3000 a.C. e ad altri eventi simili.
Sognavo un telescopio ma non riuscii mai ad ottenerne uno, e così chiusi l’astronomia in un cassetto per anni.
Molti anni dopo, alle scuole superiori, lo studio dell’astronomia riaccese dentro di me i ricordi d’infanzia e aggiunse basilari nozioni di astrofisica, completando l’entusiasmo infantile con qualche competenza specifica più avanzata.
Seguirono letture più impegnative, ma ormai ero più interessato all’aspetto fisico dell’Universo piuttosto che alla sua rappresentazione all’uomo. Osservare le stelle mi pareva sterile, mentre ritenevo che conoscere i princìpi fondamentali della cosmologia fosse assai più importante.
Passarono altri anni nei quali inframezzai spesso, fra un saggio e un romanzo, un testo di astrofisica.
Finché… E’ esploso quel che era sopito da tempo.
Ho rispolverato dalle profondità del ripostiglio un vecchio e piccolo binocolo che riuscii a farmi regalare in tenera età, ed ho iniziato a rivolgerlo verso l’alto.
Anche lo spettacolo di un cielo inquinato da smog e luci urbane è stato sufficiente a tenermi incollato agli oculari per ore, scrutando ogni cratere della Luna e quei piccoli bagliori nel buio che comunemente chiamiamo stelle.
Individuare una stella binaria è stata una grande emozione, anche se al binocolo si vede poco più di un puntino colorato, ma apprezzare la sfericità della Luna e toglierla dalla piatta prospettiva che abbiamo di lei a occhio nudo è stato ancora più eccitante. Poterla osservare come una sfera illuminata da una fonte di luce lontana, e non come un pallido disco, è il primo passo per potersi rendere conto di ciò che ci circonda a livello cosmico.
E ora il prossimo passo sarà un telescopio, con quale spero di passare molte notti all’addiaccio a scrutare la volta celeste…

Neve

Neve
Miliardi di cristalli e nessuno uguale all’altro.
Così semplice apprezzare la somiglianza fra loro e noi.
Danziamo senza disegno preciso nel vento, ci sfioriamo e ci allontaniamo.
A volte ci scontriamo, altre ci uniamo,
infine giungiamo sulla terra e moriamo.
Come il volo della vita è leggiadro ma crudele,
così la nostra fine si risolve inevitabilmente fredda e dura, erba indurita dalla brina.